I BITCOIN NON SONO STRUMENTI, TANTO MENO PRODOTTI FINANZIARI

I bitcoin non sono strumenti, tanto meno prodotti finanziari,

questo afferma la Corte di Cassazione nella sentenza n.26807 depositata il 25 settembre scorso che, in queste ore, é stata ripresa e commentata da alcuni organi di stampa riportando però una lettura errata del testo e del significato della pronuncia della suprema corte.

In realtà con la sentenza della Corte si conferma ciò che andiamo dicendo dal 2017 come categoria; ovvero che,

in assenza di un contesto normativo di riferimento chiaro e, possibilmente dedicato a questa nuova industria, esiste per gli operatori un concreto rischio di riqualificazione dei servizi offerti alla clientela, in attività riservata (i.e. rischio di operare in regime di abusivismo).

Rischio che, allo stato, é possibile contenere solamente verificando la liceità dell’attività prestata, alla luce della normativa di vigilanza vigente (TUF/TUB).

Le recenti iniziative comunitarie tese alla definizione di una disciplina dedicata (rif. schema di regolamento MICA), consentono di vedere con fiducia rispetto alla soluzione di questa delicata questione; che rappresenta uno degli ostacoli più grandi allo sviluppo, in sicurezza e in regime di piena conformità, degli operatori che muovono nella nostra industria.

Il punto di diritto sviluppato dalla Cassazione é ben chiarito nell’articolo di Salvatore Luciano Funari  che riprendiamo

Buona Lettura!